Si vota il 25 maggio e vorremmo un città nuova

di Luigi Mingarelli

PER LA NOSTRA CECCANO Come candidato a sindaco del collettivo Ceccano Ventitrenta è per me un onore, oltrechè un onere, presentare pubblicamente le due liste che sosterranno la mia candidatura.

Ci tengo a dire che io rappresento un gruppo politico di cittadini attivi che, nell’ ultimo anno, si è fatto portavoce di istanze e bisogni collettivi di primario interesse.

Una scelta di responsabilità

La scelta di candidarci in questa tornata elettorale è per noi un grande passo, che denota coraggio e profondo senso di responsabilità. 22 iniziative pubbliche, 160 comunicati, un intero programma elaborato con i cittadini, 3 richieste di consiglio comunale aperto, 4 mozioni, una interrogazione regionale, e tante altre cose parlano per noi, segno che negli ultimi mesi Ceccano 2030 ha lavorato duramente, studiando e analizzando un programma che, a differenza dei classici programmi elettorali, non nasce in occasione delle elezioni,  ma è frutto di analisi e approfondimenti che abbiamo condotto al fine di progettare il nostro modello di città ideale.

Una città che metta al primo posto i bisogni essenziali dei cittadini, come il diritto alla acqua e alla tutela dai soprusi di Acea, il diritto al trasporto pubblico scolastico, sul quale  siamo stati gli unici a presentare una petizione popolare sostenuta da piu’ di mille firme e numerose iniziative che hanno visto il coinvolgimento delle famiglie Ceccanesi.

Niente favole elettorali

Ma anche il diritto ad una città vivibile, fatta di aree verdi pubbliche gestite virtuosamente, tanto nell’ interesse dell’ ambiente quanto nell’ interesse delle casse comunali. E a tal proposito faccio da subito presente agli elettori che non troveranno, nel nostro programma, alcun tipo di promessa o di impegno alla costruzione di grandi opere pubbliche, e questo per un motivo molto semplice: noi non intendiamo propinare ai Ceccanesi favole elettorali, né impegnarci nella realizzazione di opere la cui costruzione, allo stato attuale, può dirsi impossibile se consideriamo lo stato in cui versano le casse comunali, tenendo anche conto degli ulteriori aggravi a carico dell’ ente che potrebbero scaturiti dalla vergognosa inchiesta giudiziaria che ha visto capitolare indegnamente la vecchia amministrazione a guida FDI i cui appartenenti, a prescindere dalle eventuali responsabilità penali si cui non ci pronunciamo, sono da considerarsi politicamente responsabili per uno scandalo che ha travolto e sconvolto la nostra città.

Non siamo degli sciocchi, e sappiamo che i numeri e le logiche elettorali non sono a nostro favore. Ma pensiamo anche che la bonarietà, la responsabilità e l’ onestà morale e intellettuale di un gruppo politico debbano sempre prevalere su dinamiche e giochi di potere a cui scegliamo di non prestarci.

Per questo ci candidiamo, nonostante tutto e nonostante tutti non abbiamo accettato cambiali in bianco, convinto e convinti che l’occupazione di posti di potere da parte di Partiti e personaggi afferenti debba finire in nome di una rivendicazione morale, di una questione morale, che non può essere sottaciuta.

La questione morale al centro

La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati.

Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema anche a Ceccano. Ecco perché noi vogliamo dare prova d’essere una forza di serio rinnovamento aggredendo in pieno la questione Ceccanese andando alle sue cause politiche.

A Ceccano la Politica si faceva negli anni che furono fino 15/20 anni fa. Grandi dibattiti, grandi scontri di idee, certo, scontri di interessi corposi, ma illuminati da prospettive chiare, anche se diverse, e dal proposito di assicurare il bene comune.

C’era passione, entusiasmo, scontri sacrosanti! Soprattutto c’era lo sforzo di capire la realtà del paese e di interpretarla. E tra avversari ci si stimava. Per noi la passione non è finita. Ma per gli altri?

Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di governo di oggi, e le liste civiche che li hanno per riferimento, sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi del paese e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero.

Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune ma perseguendo solo il loro.

Un nuovo stile di governo amministrativo

La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di bande, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”.

La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi, dalle nostre parti lo sappiamo bene.

I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire  prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Ceccano non fa eccezione.

Molti Ceccanesi, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più.

Oggi ci sono macchine di potere che si muovono soltanto quando è in gioco il potere: seggi in comune, seggi in parlamento, governo centrale e governi locali, ministeri, sotto-segretariati, assessorati, banche, enti. se no, non si muovono. 

Si dice che  l’occasione fa l’uomo ladro, ma ladri non vogliamo diventare. Se avessimo voluto venderci, se avessimo voluto integrarci nel sistema di potere  e al quale partecipano gli altri  avremmo potuto farlo; ma la nostra risposta è stata no. 

Abbiamo capito che l’alternativa democratica è per noi uno strumento da mettere in atto per aiutare la costruzione di un futuro diverso per la nostra città. Come? Dicendo che prima vengono le disuguaglianze (e poi le alleanze).

Quello delle diseguaglianze è il principale problema che affligge la nostra città. Ceccano è un Comune in cui 200 famiglie ricevono assistenza dalla Protezione Civile ogni quindici giorni, e in cui la Caritas aiuta quotidianamente circa 205 famiglie e 820 persone.

Il Comune deve essere sensibile alle difficoltà, ascoltare chi non chiede aiuto per dignità o vergogna, e prestare aiuto alle tante persone in situazioni di grosso disagio economico e psichico che circolano nelle strade della città, facendole sentire parte della comunità.

Abbiamo poi illustrato velocemente alcuni punti del programma, passando dalla trasparenza e partecipazione al contrasto ad Acea, dallo stop alla contea del cemento alla proposta del taglio delle indennità di funzione nella misura dell’aumento del 30% stabilito dal governo Draghi, per finire alle proposte contro l’inquinamento, per lo sport, i giovani,l’inclusione, la sanità e cosi via. punti che saranno snocciolati volta per volta nelle strade tra la gente.

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